CORO DI VOCI BIANCHE DELL’ARCUM Diretto da PAOLO LUCCI

Parlare di Benjamin Britten presentando un CD monografico è per me facile e nel contempo difficile, facile perché ne eseguo la musica sin dalla preadolescenza come cantore del Coro di Voci Bianche della RAI. Poi, come direttore di coro, in pratica da mezzo secolo. Difficile perché di un autore così significativo sono stati versati fiumi d’inchiostro e non avrò la presunzione di addentrarmi in un’analisi della sua opera anche limitatamente ai lavori per voci bianche, mezzo espressivo che Britten prediligeva come nessun altro. Farò solo alcune annotazioni come quella che le composizioni qui registrate vanno dal 1922 (quando aveva solo 9 anni!) al 1971, accompagnandolo in pratica per tutta la vita. Mi piace sottolineare che alcune di esse sono in prima registrazione assoluta e, nel caso di Am stram gram e di Alleluja! For Alec’s 80th Birthday, sono addirittura inedite. Non tutte, per la di verità sono state pensate per le voci dei ragazzi (Three Early Songs, The Birds, Sweet was the song, A Wealden Trio, This Way to the Tomb), ma mi sono sembrate non lontane alla scrittura vocale infantile in questo confortato anche dal fatto che alcune di esse sono interpretate nel repertorio di cori di voci bianche prestigiosi. Tra i brani prescelti naturalmente c’è un capolavoro come A Ceremony of Carols ma anche piccoli gioielli come Telegrams, concepito presume in origineper un documentario sulle Poste, o la corposa e ambiziosa cantata Children’s Crusade in cui Britten utilizza le voci bianche in modo inusitatamente complesso probabilmente condizionato dall’agghiacciante testo di Bertolt Brecht. Mai prima né dopo il compositore inglese oserà tanto, rispettoso com’era sempre stato della vocalità infantile, che, per quanto duttile e affascinante, ha pur sempre dei limiti oggettivi. In questo caso mi sono permesso di proporla nella mia versione ritmica italiana visto che l’originale è ovviamente in tedesco e mi sembrava incongruo, da italiano, registrarla in inglese. Mi onoro, tra l’altro,  di essere stato il primo a eseguire la cantata in Italia nel 1980 con le Voci Bianche dell’ARCUM ed è quella qui riportata. Una cosa in conclusione mi preme di affermare con sicurezza. Nessuno come Benjamin Britten ha saputo usare la voce bianca, evidenziandone la più intima essenza e il fascino iniguagliabile.

Paolo Lucci